Dott.ssa Cristina Peddes


PAP TEST O TEST DI PAPANICOLAOU

788px-Pap_test_wnl_ Il pap test è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo e della cervice dell’utero. Per analizzare tale regione vi è la necessita di prelevare una piccola quantità di cellule sfaldate che verranno esaminate in laboratorio.

L’esecuzione del pap test dura una decina di minuti, solitamente è indolore, e solo in alcune donne può provocare lievi fastidi.

Il pap test viene eseguito previa prenotazione e la paziente deve essere tra il 10° e 23° giorno del ciclo mestruale.

I risultati vengono consegnati in 20 giorni.

Esame citologico

Per l’esecuzione del Pap test viene prelevata una piccola quantità di cellule del collo dell’utero.

Come prepararsi all’esame

Nei tre giorni precedenti l’esame:

– evitare l’uso di terapie per via vaginale (lavande, ovuli, creme vaginali)

– astenersi dai rapporti

– effettuare una normale igiene intima con detergente a ph fisiologico

– non effettuare bagni in vasca

– non recarsi in piscina.

TAMPONE CERVICO-VAGINALE

Il tampone vaginale è un esame diagnostico eseguito tramite un tampone ovattato, il cui scopo è quello di verificare l’eventuale presenza di vaginitemicrorganismi patogeni responsabili di processi infettivivaginali e cervico-uterini; in quest’ultimo caso si dovrebbe parlare più correttamente di tampone cervicale; molto spesso però con l’espressione generica tampone vaginale si indica sia il tampone vaginale vero e proprio sia il tampone cervicale. La prescrizione di uno o dell’altro (o di entrambi) viene fatta dal ginecologo in base sia ai disturbi che la donna segnala che alle osservazioni fatte durante la visita ginecologica.

I tamponi sono eseguiti previa prenotazione.

I risultati vengono consegnati in 4 giorni.

L’esame del tampone vaginale

L’esame del tampone vaginale consta di più fasi: in prima battuta si deve verificare il pH vaginale; solitamente, in condizioni normali il pH vaginale è di circa 4.

La fase successiva è quella che viene definita la colorazione di Gram, una procedura che permette di verificare:

  • se vi è la presenza della giusta quantità di cellule e di lattobacilli
  • l’eventuale presenza di leucociti
  • l’eventuale alterazione della flora batterica
  • l’eventuale presenza di funghi
  • l’eventuale presenza di Trichomonas vaginalis.

L’esame colturale deve verificare l’eventuale presenza di agenti infettivi quali:

  • Streptococco agalactiae
  • Stafilococco
  • Gardnerella vaginalis
  • Candida
  • Chlamydia
  • Ureaplasma urealitycum
  • Micoplasma hominis.

Per la ricerca dell’eventuale presenza di Neisseria gonorrhoee, Chlamydia Trachomatis, micoplasmi, Papilloma Virus è più indicata l’esecuzione di un tampone cervicale.

Come prepararsi all’esame

Nel caso la paziente stia effettuando una terapia antibiotica, si potrà procedere con l’esecuzione del tampone vaginale non prima che sia trascorsa almeno una settimana dalla fine di detto trattamento allo scopo di non falsare i risultati. I trattamenti non antibiotici (sia locali che generali) devono essere sospesi almeno tre o quattro giorni prima dell’esame.

Il tampone vaginale non dovrà essere eseguito durante il periodo mestruale al fine di non incorrere in falsi negativi; l’esame quindi dovrà essere effettuato o alcuni giorni prima dell’inizio delle mestruazioni oppure alcuni giorni dopo la loro fine.

La sera precedente l’esame si dovranno evitare sia l’introduzione in vagina di prodotti utilizzati per l’igiene intima sia il bagno in vasca; sono consentiti lavaggi esterni.

Nelle 24 ore che precedono l’esecuzione del tampone vaginale ci si dovrà astenere da rapporti sessuali.

Tampone vaginale e gravidanza

È buona norma, trascorse circa 36 settimane di gravidanza eseguire sia un tampone vaginale sia un tampone rettale allo scopo di ricercare l’eventuale presenza dello Streptococco agalactiae o SGB e impostare una terapia antibiotica.

L’infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo B è una delle infezioni che si riscontrano più comunemente nei neonati; il contagio avviene durante il parto quando si ha il passaggio del bambino attraverso la vagina oppure all’interno dell’utero. Il parto cesareo non elimina il rischio di infezione da SGB.